Karma Yoga

Karma Yoga

Il termine karma è generalmente tradotto con “azione” e nelle tradizioni dell’induismo è connesso alla dottrina del ciclo delle rinascite, il samsara, tramite quella legge nota appunto come “legge del karma”, in base alla quale ogni azione dell’individuo senziente può essere causa di conseguenze che vincolano il suo corpo trasmigrante a tornare in vita dopo la morte del corpo fisico.

Si è qui di fronte a una teoria fondamentale in tutte le tradizioni religiose non solo dell’induismo, ma anche del buddhismo, del giainismo e del sikhismo. La liberazione, il moksa, da questo ciclo delle reincarnazioni è il fine ultimo di queste tradizioni, perché tornare in vita non è che ritornare nelle sofferenze della vita.

La dottrina del Karma Yoga a un primo livello di comprensione è letta come la via dell’azione disinteressata, il distaccamento cioè dai frutti dell’azione stessa e l’adesione al proprio dovere sociale in quanto tale e non come strumento per raggiungere, o evitare, questo o quell’obiettivo, o ostacolo. Più in profondità il Karma Yoga pospone la via dell’ascetismo alla via dell’impegno sociale, reinterpretando quest’ultimo in un’ottica sacralizzata. L’agire disinteressatamente, in accordo col proprio ruolo sociale diventa quindi atto sacrificale col quale l’uomo rende a Dio ciò che Dio ha creato.

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