Shakti

Shakti

Shakti indica nell’Induismo il potere da parte di una divinità di dare luogo al mondo fenomenico e al piano cosciente della creazione, quindi la sua capacità creativa immanente; Shakti indica inoltre l’Energia divina personificata.

Nel corso dei secoli la personificazione della Shakti ha trovato concretizzazione nel culto di numerose divinità femminili. Tali movimenti devozionali sono, in parte, successivamente confluiti nello Shaktismo, dove la Dea è venerata quale Essere Supremo.

Il culto della Dea non è però esclusivo dei soli movimenti Shakta: quasi tutti gli hindu sono devoti a una Dea, soprattutto nei villaggi. Nei culti tantrici si ritiene che ogni donna sia pervasa dalla Shakti, possegga cioè quell’energia divina che rende possibile le trasformazioni nel cosmo, risultando così più potente dell’uomo. Conseguenza di ciò è che la donna è considerata un messaggero del divino, una via di accesso all’unione con Dio o alla beatitudine o comunque a uno stato di coscienza superiore.

E’ possibile leggere nel libro IV di Svetasvatara Upanisad: “Quell’unico, incolore, il quale molteplicemente, usando della sua potenza [shakti], innumerevoli colori crea a un fine destinato, colui dal quale all’inizio tutto nasce e nel quale alla fine tutto si risolve, costui possa provvederci di felice intendimento” (traduzione di Pio Filippani-Ronconi, riveduta da Antonella Serena Comba).

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